Patologie

ENDOMETRIOSI: una patologia tutta al femminile!

Spesso sentiamo parlare di endometriosi e di come questa patologia sia in grado di influenzare negativamente la qualità della vita delle pazienti che ne soffrono. In questo articolo spieghiamo brevemente di cosa si tratta e come una specifica alimentazione può aiutare le pazienti a gestire la sintomatologia legata a questa patologia.

Per endometriosi si intende la presenza di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina, sede dove normalmente è localizzata questo tipo di mucosa. Le donne che soffrono di endometriosi lamentano intensi dolori nel periodo compreso tra l’ovulazione e le perdite mestruali, spesso accompagnati da disturbi a livello intestinale, malessere e stanchezza cronica. È importante sottolineare l’impatto fisico ed emotivo che questa patologia ha sull’organismo delle pazienti, in grado di determinare, nel corso del tempo, un’infiammazione di carattere cronico. Qual è l’obiettivo della terapia alimentare in donne affette da questa patologia? Sicuramente provare a ridurre l’infiammazione sistemica, pertanto, un’alimentazione fortemente antinfiammatoria è d’obbligo e, poi, il miglioramento di alcuni dei sintomi caratteristici della patologia come la dolorabilità, l’astenia ed il colon irritabile.

Tra gli alimenti da ridurre fortemente nell’alimentazione della paziente troviamo sicuramente i prodotti contenenti glutine ed i latticini, in quanto entrambi possono determinare un peggioramento della dolorabilità relativa all’endometriosi, dell’infiammazione sistemica e di una non adeguata risposta intestinale. Anche la soia e gli alimenti ad alto contenuto di fitoestrogeni dovrebbero essere necessariamente esclusi dall’alimentazione della paziente in quanto l’endometriosi è di base una patologia caratterizzata da estrogeno-dominanza. Infine, la salute intestinale rappresenta uno degli obiettivi principali della dieta terapeutica; In relazione alla sintomatologia, risulta indispensabile calibrare bene la quantità di fibra presente nella dieta della donna e di tutte quelle sostanze e\o alimenti irritanti per l’intestino. In questo caso la comune espressione “mangia tanta frutta e verdura” può, infatti, non essere una scelta ottimale.

Un’alimentazione specifica e personalizzata rappresenta per la donna affetta da endometriosi un tassello chiave per la gestione dei sintomi legati a questa patologia; Una corretta alimentazione può migliorare il suo benessere psicofisico ed aiutarla nella gestione della sua patologia.

Dott.ssa Carmen Maruca – Biologa Nutrizionista

Patologie

ALLERGIE STAGIONALI: i rimedi alimentari per modulare la risposta infiammatoria

La stagione primaverile porta con se le belle giornate e le lunghe passeggiate, molto benefiche per la salute di molte persone, ma non di tutte. Purtroppo, chi soffre di allergie stagionali teme molto questo periodo dell’anno al punto da viverlo come un incubo. Ci sono però, dei rimedi alimentari che si possono attuare per non peggiorare la sintomatologia di questi pazienti.

E’ importante capire che in alcuni alimenti sono presenti delle molecole molto simili a quelle che possono scatenare i sintomi allergici ed è bene conoscerli per evitare di avere reazioni anche stando chiusi in casa! Infatti, spesso non prestiamo attenzione a ciò che una dieta corretta, in presenza di una o più allergie, può svolgere nel modulare la risposta infiammatoria del nostro organismo agli allergeni, nel migliorare i sintomi e ridurre la frequenza di episodi acuti.

La maggior parte delle allergie sono causate da acari e pollini e, di solito, hanno come conseguenze disturbi vari come infiammazione e irritazione delle mucose degli occhi e gonfiore delle mucose del naso. La causa di queste reazioni è determinata da una reazione alterata del sistema immunitario che non riconosce alcune molecole, producendo di conseguenza degli anticorpi che provocano la liberazione di sostanze pro-infiammatorie e di una sostanza che si chiama istamina.

Responsabile del peggioramento dei sintomi può essere inoltre un’alimentazione scorretta che altera la salute del nostro intestino: infatti, alcune cellule presenti nella mucosa intestinale, sembrano essere dei veri e propri regolatori dei processi immuno-allergici, con il ruolo di controllare e regolare i rapporti tra esterno e interno del nostro corpo. A questo processo sembrano partecipare anche i batteri della flora intestinale.

Nel 20/25% dei casi l’allergia al polline determina anche l’allergia ad alcuni alimenti vegetali che hanno una sorta di “parentela molecolare” con le diverse varietà di pollini. E’ importante, quindi, conoscere l’allergia al tipo di specie o pianta al fine di evitare cibi dannosi.

Qua un elenco delle principali allergie e dei rispettivi alimenti che possono causare le cosiddette “reazioni crociate”.

  • Allergie alle betullacee: mela, pera, nespola, pesca, ciliegia, prugna, frutta secca (nocciola, noce, arachide, mandorla), kiwi, carota, sedano, finocchio, prezzemolo, soia, fave
  • Allergia alle composite: banana, castagne, cicoria, tarassaco, lattuga, sedano, prezzemolo, carota, finocchio, olio di girasole, margarine, dragoncello, camomilla, miele di girasole, miele di tarassaco.
  • Allergia alle graminacee: kiwi, anguria, pesca, prugna, agrumi, melone, albicocca, ciliegia, mandorla, pomodoro.

Infine, è consigliabile, per i soggetti allergici, nel periodo di fioritura, ridurre tutti quegli alimenti che contengono istamina o che ne stimolano il rilascio, in quanto possono esacerbare la sintomatologia.

Dott.ssa Silvia Lamalfa – Biologa Nutrizionista

Patologie

DIABETE: Come gestire la patologia con i giusti macronutrienti

Spesso capita ad ognuno di noi di sentire parlare del diabete, il più delle volte focalizzata come quella patologia che vede come suo principale nemico i dolci. Vediamo brevemente le basi del diabete per poter comprendere meglio come gestire questa patologia mediante l’assunzione di specifiche combinazioni degli alimenti.

Il diabete è una malattia metabolica dovuta ad una mancata o ridotta secrezione dell’ormone pancreatico insulina, deputato a favorire l’ingresso del glucosio all’interno delle cellule. Spesso la fase antecedente a questa condizione è caratterizzata da insulino–resistenza ovvero una resistenza delle cellule bersaglio all’ormone insulina, situazione metabolica che spinge il pancreas a produrre quantità maggiori di questo ormone e che nel tempo porterà ad una ridotta secrezione dello stesso. In entrambi i casi il risultato finale è una condizione di iperglicemia ovvero un’alta concentrazione di glucosio all’interno del sangue.

Conoscere i macronutrienti presenti negli alimenti è fondamentale per imparare a gestire questa patologia in quanto una corretta distribuzione di carboidrati, proteine e grassi all’interno del pasto può determinare un maggiore controllo della glicemia e un adeguata secrezione insulinica. La scelta migliore da fare a tavola è concedersi un pasto completo costituito da una piccola porzione di carboidrati accompagnata da una porzione di proteine e\o grassi; In tal caso le proteine e i grassi rallentano il picco glicemico scatenato dai carboidrati garantendo una migliore gestione della glicemia post prandiale. Dunque, accompagnare un piatto di cereali con una porzione di carne o pesce e completare il pasto con un contorno di verdure è sicuramente la scelta migliore rispetto al classico primo piatto accompagnato dalla frutta; Imparare a conoscere e a selezione gli alimenti in relazione ai macronutrienti che li costituiscono può consentire al paziente di gestire al meglio la sua patologia, di evitare episodi di iper e\o ipoglicemia e di allontanare, nel tempo, le complicazioni correlate al diabete.

Dott.ssa Carmen Maruca– Biologa Nutrizionista