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LA MIA STORIA

Ritengo che dietro ad ogni “storia alimentare” si celino, spesso, dubbi ed emozioni che meritano di essere comprese

Di Carmen Maruca

Mi chiamo Carmen Maruca e sono una Biologa Nutrizionista per passione.

Probabilmente ho scelto di svolgere questo mestiere all’età di 8-9 anni e non perché io sia figlia di medici, biologi o altri professionisti del settore, ma al contrario, sono nata in una famiglia umile che comprende poco di biologia e scienza.

Mio padre è un idraulico e credo di aver ereditato da lui la dedizione per il lavoro, mentre mia madre è una casalinga, che a seguito delle gravidanze iniziò a combattere con il suo incontrollato aumento di peso.

Fu quindi grazie a mia madre che scoprii sin da piccola la figura del nutrizionista.

Iniziai ad accompagnarla alle visite di controllo del suo percorso nutrizionale e mi sentivo affascinata dalla dolce dottoressa dai capelli neri e dal suo modo di prendersi cura di mia madre e della sua alimentazione.

Avevo circa dieci anni, quando, durante una passeggiata con un’amica, alla fatidica domanda “tu cosa vorresti fare da grande?” risposi: “LA NUTRIZIONISTA”, lasciando di stucco la mia amichetta.

Gli anni passavano e, terminate le scuole medie, con un po’ di confusione tipica a quell’età, mi iscrivevo al liceo socio psico pedagogico.

Ricordo con molto piacere gli anni del liceo, quella scuola mi lasciò delle basi in ambito sociopsicologico che ancora oggi mi tornano utili nel mio lavoro e, soprattutto, mi fece conoscere la mia amata professoressa di Biologia, nonché Nutrizionista.

Lei, la sua materia e i suoi insegnamenti in ambito nutrizionale mi entrarono nel cuore. Non potevo fare a meno di appassionarmi a quegli studi e alla fine dei cinque anni di liceo non ebbi alcun dubbio, così decisi di frequentare la facoltà di Scienze della Nutrizione presso l’Università della Calabria.

Iniziò il mio percorso universitario, ma non filò tutto liscio.

Già durante il primo anno di lezioni iniziai a pagare le conseguenze di una scuola superiore prevalentemente incentrata in ambito umanistico. Il mio metodo di studio non era idoneo, mi mancavano le basi per affrontare alcune materie, studiavo troppo e male.

Conclusi il primo anno lasciando indietro qualche esame.

Ho dovuto faticare molto durante il primo triennio e in alcuni momenti ho creduto realmente di non farcela, ma con tanta determinazione e studio sui miei amati libroni, ottenni la laurea triennale.

La fatica iniziale, tuttavia, fu ampiamente ripagata durante la specialistica; superai tranquillamente il test di ingresso e le soddisfazioni non tardarono ad arrivare.

Ogni esame era un successo!

Durante il secondo anno di specializzazione sostenni il tirocinio formativo nel reparto ospedaliero di diabetologia ed endocrinologia, un’esperienza fantastica che gettò le basi su quella che è tutt’ora la mia passione: GLI ORMONI.

Il desiderio di diventare nutrizionista mi affascinava ma allo stesso tempo volevo essere realmente sicura di trovarmi sulla strada giusta. Decisi, dunque, di darmi un’altra possibilità, intraprendo un percorso in laboratorio di tesi sperimentale in ambito fitoterapico.

Dopo sei mesi il mio lavoro di tesi era pronto, ma non ero pronta io. Aspettavo che qualcosa scattasse in me e decisi di prolungare il mio lavoro per altri sei mesi.

L’anno trascorso in laboratorio fu illuminante, mi ha preparata al sacrificio e al lavoro ma una sera, rimasta sola con le mie provette, capii finalmente quel qualcosa che mancava.

Avevo bisogno del contatto umano con le persone.

Finalmente mi sentivo pronta.

A Marzo 2017 conseguo la Laurea Magistrale e dopo pochi mesi l’abilitazione alla professione di Nutrizionista.

La maggior parte dei neolaureati, nei giorni che susseguono la laurea vagano in una valanga di dubbi e domande sul proprio futuro, ma per me non fu così. Durante l’anno trascorso in laboratorio, infatti, avevo avuto tutto il tempo di chiarire a me stessa cosa volessi fare nella mia vita e, non appena laureata, mi sentivo pronta ad affrontare il mondo del lavoro.

Iniziai sin da subito a seguire i corsi di nutrizione altamente specializzanti organizzati dalla Scuola di Nutrizione Salernitana e, mentre cercavo di organizzarmi al meglio per dare vita alla mia attività, una telefonata stravolse i miei piani…

Durante gli anni dell’università avevo avuto modo di conoscere molto bene una collega, la quale già da qualche anno aveva avviato il proprio studio professionale. La sua nuova idea era quella di trasformare il proprio Studio in uno Studio di Nutrizione Associato, inserendomi nel progetto.

Una nutrizionista alle prime armi solitamente si scontra con una cruda realtà: è tutto pronto ma i pazienti sono pochi. Ecco, per me è stato il contrario.

Dentro lo Studio di Nutrizione Associato Nutri Medi Care mi trovai da un giorno all’altro catapultata dietro una scrivania con una flotta di pazienti che riempivano le mie giornate.

Credetemi, chiunque avrebbe pagato per trovarsi al mio posto! Fu tutto rose e fiori? Non proprio.

Per una neolaureata trovarsi da un giorno all’altro a lavorare in uno studio già avviato ha un solo contro: non sentirsi all’altezza.

Mi ritrovai a lavorare con la mia cara collega nutrizionista, la Dott.ssa Silvia Lamalfa e con altri due fantastici professionisti, la psicoterapeuta Janine Gullo e Carmelo Morabito, un’osteopata, tutti e tre preparatissimi e già fortemente consolidati sul territorio.

Tante sono state le volte in cui mi sono sentita poco capace e inadeguata e ci sono voluti alcuni mesi per comprendere dove stavo sbagliando: dovevo semplicemente essere me stessa, senza cercare di imitare l’operato dei miei colleghi.

Pian piano iniziai a lavorare con maggiore sicurezza e determinazione e oggi posso dire che la mia più grande forza sono state proprio le mie pazienti!

Fu proprio lavorando nel mio Studio che mi appassionai al funzionamento del sistema ormonale femminile e di come l’alimentazione possa fortemente influenzarlo, positivamente o negativamente.

La svolta professionale fu la partecipazione ad un corso altamente specifico sulla nutrizione della donna a 360°, ore e ore di lezioni tenute da diversi illuminati professionisti che non solo mi formarono su quello che oggi è il settore di cui mi occupo maggiormente, ma mi fecero capire che era proprio questa la strada che dovevo percorrere.

Ho scelto di occuparmi della nutrizione legata al mondo femminile perché è un settore che mi appassiona e gratifica.

Credo fermamente che un’alimentazione specifica nelle diverse fasi della vita della donna possa migliorare il suo stato di benessere psicofisico e la qualità della loro vita.

Le donne che decidono di affidarsi a me si sentono spesso spaesate di fronte al concetto di sana alimentazione e, nella maggior parte dei casi, ciò non le fa sentire a proprio agio e in equilibrio con il proprio corpo.

Il mio obiettivo è prendermi cura delle mie pazienti semplicemente curando la loro alimentazione sia in condizioni patologiche quali sindrome dell’ovaio policistico ed endometriosi, sia in condizioni fisiologiche quali gravidanza, allattamento e svezzamento.

Dovete pensare al corpo delle donne come una macchina dotata di un motore altamente efficiente ma che ha bisogno di combustibile di qualità per lavorare alla perfezione.

Mangiare bene aiuta la donna a vivere meglio? Assolutamente sì! Lo leggo negli occhi delle mie pazienti alla fine del loro percorso.

Ritengo che dietro ad ogni “storia alimentare” si celino, spesso, dubbi ed emozioni che meritano di essere comprese…

Ascoltare le donne che siedono alla mia scrivania rappresenta per me un elemento imprescindibile per il successo del percorso che stanno per affrontare.

Amo il mio lavoro e prendermi cura delle donne e della loro alimentazione rappresenta per me l’essenza dell’essere nutrizionista.

Proprio per questo motivo ho scelto di raccontarvi la mia storia; voglio che le pazienti che decidano di affidarsi a me conoscano il mio percorso, riponendomi piena fiducia e riconoscendo nel mio Studio il loro “porto sicuro”.

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